Il Festival ForMe 2018: Segni
I segni del passaggio di animali,
dall’approssimarsi del cattivo tempo,
da semplici tracce hanno acquisito la
complessità, la profondità e la ricchezza...
Enrico Pocopagni
E rieccoci qua. A distanza di un anno dalla prima bellissima edizione del Festival ForMe siamo tornati con una nuova stagione della nostra serie preferita. Il cast è leggermente cambiato, abbiamo salutato Filippo e Camilla e dato il benvenuto ad Anna, Annalisa e Maddalena; la regia è invece rimasta la stessa, con i nostri super cinque professori che, oltre a sudare sette camicie ciascuno (sono 35 in tutto!), hanno collaborato con noi per progettare una scuola diversa, anche se solo per due giorni. Anche se abbiamo più o meno visto e vissuto tutto questo già lo scorso anno, le emozioni sono comunque intense come se fosse la prima volta; è vero, la prima volta non si scorda mai, ma dopo tutti i mesi di lavoro che ci sono dietro due semplici giornate, la voglia di vedere come ragazzi e professori possono collaborare insieme nell’educazione e nella condivisione del sapere, missione principale di ForMe, è palpabile

Sarà un Festival uguale alla scorsa edizione solo sotto alcuni aspetti: molti più ragazzi hanno scelto di mettersi in gioco e proporre un laboratorio, e altrettanti maturati hanno deciso di tornare nella loro scuola e ritrovare professori e amici; molti prof hanno voluto provare un modo diverso di insegnare, senza interrogazioni e verifiche ma con la semplice voglia di trasmettere ciò che a loro è più caro, e che spesso e volentieri non corrisponde solo alla propria materia didattica: calligrafia, teatro, logica, ballo, musica sono solo alcuni degli argomenti in cui si avventureranno i docenti, oltre alle classiche materie curricolari, anche se rivisitate e talvolta sconvolte. Mancano ormai pochissimi giorni al Festival, ricco di novità e carico per accogliere un sacco di ragazze e ragazzi (e docenti) pronti ad imparare nuovi concetti e nozioni e a sperimentare un modo diverso di stare a scuola; in particolare, agli studenti delle terze che quest’anno parteciperanno per la prima volta a ForMe auguro di goderselo il più possibile, di divertirsi e di gustare il lato più bello dell’apprendimento, la condivisione della conoscenza. Nessuno dei nostri relatori ha delle capacità particolari o dei superpoteri, sono persone normali con tanta voglia di fare e mettersi in gioco, perciò chiunque avesse voglia nel suo piccolo di raccontare ai ragazzi quale sia la propria passione è il benvenuto nel nostro progetto. In bocca al lupo a tutti ragazzi, la nuova stagione del Festival ForMe è online.

i segni del corpo:
UNO STRANO LINGUAGGIO
Possiamo comunicare con il corpo? Come si può capire se una persona sta mentendo? Il modo di sedersi può influenzare il nostro umore? Attraverso attività interattive scopriremo alcuni meccanismi istintivi del nostro corpo.
segni, sogni e disegni:
OLTRE ALL’APPARENZA DEL SOGNO
Le opere pittoriche del primo Quattrocento italiano presentano spesso differenti piani di lettura sovrapposti. In particolare la pittura di Piero della Francesca, per il disegno esatto e le atmosfere surreali ricorda, più di altre, un complesso rebus. Ancora oggi gli storici dell’arte tentano lo svelamento del significato nascosto di molte di queste opere. In questa breve relazione esploreremo uno di questi dipinti “il sogno di Costantino” nel ciclo della Vera Croce di Arezzo..