Una lunga tradizione

Un po' di storia del Cassini

Gian Domenico Cassini: la storia del liceo

Con i suoi quasi 100 anni, il liceo scientifico statale "Gian Domenico Cassini", è il più antico liceo scientifico della nostra città. Oggi il Cassini è una delle scuole superiori più grandi di Genova, con i suoi 1500 alunni distribuiti tra la sede di Via Galata e la succursale di Via Peschiera. La fama del liceo è legata a prerogative di serietà e di rigore, ma anche alla vivacità di molteplici stimoli culturali offerti ogni nuovo anno scolastico in rapporto all'evoluzione sempre più veloce e complessa della nostra società. Al momento della fondazione si scelse per il liceo il nome di uno degli uomini di scienza più prestigiosi del secolo XVII. Nato a Perinaldo in provincia di Imperia, Gian Domenico Cassini fu astronomo alla corte di Luigi XIV, il re Sole, che lo nominò direttore dell'Osservatorio astronomico di Parigi appena costruito. Oggi la presenza sul terrazzo di copertura dell'edificio di Via Galata di un moderno osservatorio astronomico, rappresenta un concreto segnale di continuità con il passato oltre che un simbolo di sempre viva curiosità intellettuale che spinge a dilatare gli orizzonti della conoscenza.
Inaugurato il 9 novembre 1923 l’istituto aveva iscritti 71 alunni che solo dopo quattro anni triplicano a 222, di cui 193 ragazzi e 29 ragazze. Il Regio Liceo Scientifico, nato da una proposta del ministro fascista Giovanni Gentile, sorge per creare una classe dirigente dedita alle materie scientifiche necessarie al tumultuoso crescere dello sviluppo industriale. Ma fu quel liceo solo un doppione del più nobile liceo classico. Si continuava a studiare il latino, si praticava il disegno e qualche ora in più di matematica. Gli alunni erano figli della borghesia medio alta e solo negli anni centrali della dittatura fascista si notarono tra gli iscritti anche i figli dei "salariati". Dapprima il Cassini fu collocato in un appartamento in un condominio probabilmente nel centro della città. Poi fu trasferito in via Santa Maria Lata e nella adiacente piazza Carignano, ove ora è la sede dell’istituto Ravasco. Dopo le rovine della guerra fu in via San Giorgio, poi in coabitazione con l’istituto per ragionieri Vittorio Emanuele ll in largo della Zecca, spostato nel convento in Salita delle Fieschine, per poi planare nel 1960 nella zona Orti Sauli alle spalle di Brignole dove ha sede ancora oggi.
Negli anni del fascismo si parlava ignominiosamente degli studenti come "vera aristocrazia della razza" ed è ancora più un merito che la singolarità del Cassini, nel panorama genovese, sia nei suoi legami con l'antifascismo e la Resistenza. Legame a suo tempo passivo per il liceo, di per sé, (a parte quei docenti di sicura fede antifascista ma ridotti al silenzio dal regime) ma non per un gruppetto di studenti che appartengono ormai alla memoria storica della Resistenza nel Genovesato e non solo: Giacomo Buranello, Walter Fillak (Medaglie d'oro al valor militare) e Giorgio Issel, a cui fu dedicata una brigata partigiana. La cosa ha rilevanza in quanto Walter Fillak per le sue proteste contro i deliri nazionalistici venne espulso dal liceo, per motivi politici. L'episodio dell'espulsione è emblematico: Walter in un tema dal titolo "L'Italia regina del mediterraneo" aveva parlato della guarra civile spagnola e aveva scritto che si fronteggiavano il vecchio e il nuovo. Alla richiesta dell'insegnante su cosa intendesse Walter aveva risposto "il vecchio è il fascismo ed il nuovo è il comunismo". L'insegnante lasciò correre ma non così un suo compagno che riferì al preside. Dopo un collegio docenti si stabilì che Walter "non è un bravo alunno rispettoso e sottomesso" e si procedette con l'espulsione e l'esclusione dalgi esami. Completò gli studi privatamente per poi iscriversi alla facoltà di chimica industriale di Genova. E' all'università conobbe Giacomo Buranello, assieme al quale il 10 ottobre 1942 sarebbe stato arrestato e deferito al Tribunale Speciale per la difesa dello Stato, quindi recluso nel carcere di Regina Coeli.
Nel 2005, in concomitanza del sessantennale della Liberazione, intervennero i familiari romani di Silvano Stachetti, ex alunno del Cassini, a cui è stata assegnata la medaglia d'Argento per la sua attività resistenziale. Alla presenza di rappresentanti delle associazioni partigiane, come il delegato dell'ANPI e di studiosi del primo antifascismo, si è anche analizzata la vicenda, spesso ignorata negli studi scolastici, degli Arditi del Popolo e delle altre formazioni di difesa proletaria a Genova. In particolare Gli Arditi del Popolo furono tra le prime organizzazioni italiane antifasciste, ramificati in numerose sezioni, battaglioni e unità su tutto il territorio nazionale, volti a proteggere la popolazione (soprattutto gli operai, i proletari e le fasce più deboli della società) dalla violenza squadrista dei Fasci italiani di combattimento, contrastandoli con successo in operazioni da guerriglia.
Nell’elenco dei molti presidi più longevi, spicca il nome di Sabino Castellano per diciotto anni ha diretto della scuola, dal 1945 al 1963 e di Agostino Pastorino docente di letteratura latina all'universtà. A quest'ultimo l'arduo compito di fronteggiare con successo i duri anni della contestazione del 1968, grazie alle sue capacità di lavorare in squadra e di circondarsi di efficienti collaboratori. Da ricordare Mario Silvestri, Giacomo Campanella, Raffaello Chiantella, Antonio Mor e Massimo Angelini che seppero dare avvio a importanti e moderne iniziative culturali.

 

Alcuni cimeli

La pagella scolastica di Giacomo Buranello

Dall'archivio della scuola del 1938 si può trovare ancora la pagella della classe 5 liceo di Giacomo Buranello, da cui si possono ancora i dati anagrafici: nato a Meolo in provincia di Venezia il 27 marzo del 1921. Dopo qualche anno assumerà il comando dei GAP genovesi

La targa all'ingresso dell'aula magna del cassini

"Il Liceo Scientifico G.B.Cassini rammenta alle nuove generazioni il sacrificio dei suoi alunni caduti per la libertà e di democrazia nella lotta partigiana Giorgio Issel Giacomo Buranello Walter Fillak Silcvano Stacchetti Accomunando nel ricordo quanti cresciuti in questo istituto, persero la loro giovane vita travolti dalla tragedia della guerra"